racconto di ciò che fu e sarà
nella casa di lei c'era, al primo piano, una stanza che nessuno vedeva da molti anni, nemmeno lei che era giovane e bella.
in tutto questo periodo, ogni tanto, quando, esausta per la giornata sedeva sul letto di sera al lume della candela, si sentiva pettinare i prolissi biondi capelli con tanta dolcezza a lungo, ne provava piacere, non paura, pur sapendo che nella sua vasta casa non c'era nessuno...
lei capiva, non si girò...
popi una sera, chi sa perchè, forse invasa dai ricordi del tempo che fu, forse cantando "a tazz è cafè", o "chist' è ò mese ddè rrose, chisto è ò mese ddè vvase", si alzò dal letto e dovette fare violenza per sfondare quella porta della stanza.
c'erano tende sfilacciate, c'era luce soffusa, c'era polvere stesa dovunque, c'erano oggetti per uomo e per donna quasi preparati da una donna per lui.
sembrava una stanza addobbata per una (o mille notti d'amore).
c'erano due cuscini, sul cuscino di lei c'era una collana di perle con una straziante poesia d'amore per lei, la data era di quel giorno.
lui non c'era.
lei pianse. ma sapeva, sapeva che lui sarebbe tornato per lei, poi gli mise sul suo cuscino una cravatta.
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bella tu sei
o bella divina
tu sei il mio segreto o bella
alitami nel tuo alito sulla bocca
soffiami il tuo spirito sulla faccia
e io vivrò
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lei cantava all'alba
lei cantava all'alba
e il gallo faceva chicchirichì e luigi rideva, rideva di gioia.
e luigi applaudiva, applaudiva come un demente
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o bella divina
o bella divina
tu sei il mio segreto
alitami nel tuo alito sulla bocca
soffiami il tuo spirito sulla faccia
e iovivrò.
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tu eri
tu eri una di quelle rare creature di cui ogni respiro è fatto per l’amore.
ne avvertivo la tua presenza non soltanto attraverso gli occhi ma attraverso il pulsare precipitoso del sangue nelle mia vene.
il tuo volto divino, pure nella squisita delicatezza del tratto, promette una intensa intensità di passione
o mia bella bellissima.
tu sei una grazia largita dal mistero
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in te consumptus consumor
chi sono io?
l’indoratore delle illusioni
il manipolatore dell’indeciso
il fuochista del vuoto
il sollevatore dei ricordi
l’artefice dei sogni svaniti
il miscelatore dei desideri proibiti
l’incantatore dei miraggi
il truccatore delle delusioni
l’imbalsamatore dei ricordi
l’illusionista della felicità
il glorificatore della sconfitta
il ventriloquo delle canzoni
l’amplificatore delle passioni
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mi innamorai delle tue ciglia
mi innamorai delle tue ciglia così perfette nella curva, così ben disposte nell’armonia del perfetto insieme.
e che dire della musica, delle tue sopracciglie e delle tue morbide palpebre e della tua nivea sclerotica e della tua pupilla dal colore sfuggente?
vedo la delicatissima caruncola lacrimale nei tuoi occhi, bella, e la sorgente delle tue lacrime. oh, io vorrei che tu spesso piangessi lacrime di gioia.
le tue lacrime hanno il sapore dell’uva acerba. le tue lacrime brillano nell’ombra. e quant’è bello il tuo visetto rigato di lacrime di gioia mentre tu ridi , piangi e ridi, ridi e piangi.
le tue lacrime perle nell’ombra.
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oh, vederti camminare
oh, vederti camminare di dietro sfiorando la strada mia bella madamin,
oh spasimo di gioia.
io filtro in me il ritmo armonico di tuoi passi,
o dolce donna snella e felina
perchè quando ti ho amata
perchè quando ti ho amata sono entrato nel nucleo del sole e non potrò uscirne mai più?
perché tu bella, mi hai assimilato o gioia gioia profumata, o fior d’ogni dolcezza, o eucaria santa, o donna che io sogno da quando nacqui, o distillato di mille paradisi
sei alquanto ondulativa
sei alquanto ondulativa
nel vorgerti e nel porgere
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Amo bruciare
Amo bruciare alle fiamme aurorose del tuo corpo
amo aspirare all’alba la tua aromale anima
o purpurea.
La tua bellezza purissima
e il tuo radioso sorriso
mi immergono nel mondo rarefatto dell’immaginario.
Posso rivivere in te emozioni lontane
memorie perdute.
Ti ho amata in una verde piantagione di bambù
scivolando in una magica atmosfera di rarefazione.
Il tuo ineffabile profumo di magnolia mi stordisce
e mi immerge nel mondo rarefatto della più scatenata fantasia
Chi sono io?
Io sono un frutto nutrito dal sole
del tuo fascino rivitalizzante.
Immenso è il potere evocativo del tuo profumo corporeo
che restituisce emozioni lontane e memorie perdute.
Attraverso atmosfere cristalline mi avvolge il tuo sensuale caldo respiro di muschio bianco.
Emana dal tuo perfetto corpo un’irresistibile odore di sogni e di latte.
Ti ho amata, dove? Quando? Non so…
Ho sentito il battito del tuo cuore (ma era il mio?)
Ti vedo danzare cos’ lieve fluida
Tutta ruscellata di notte sulla graticola d’onice tutta bagnata di rhum
così tu canti le canzoni dell’amore appassionato che mi annulla nell’oblio lungo.
Cosi, così, canta così, o soprano che io sognavo nella veglia lunga del tempo che fù
o fata
che mi regali la vita
o benedetta
o santa.
Dilaniami leoparda,
odo il canto dell’ibrida.
Aspiro in te aromi di pesche di albicocca
ostrica al mirtillo
champagne al tartufo.
Tu sei più bellissima di te.
Temo quegli occhi che ora ridono di chiara gioia
ora si illanguidiscono svenevoli quasi vaneggiando
tutto l’essere mio si fonde a quel fuoco del tuo sguardo
come liquido vetro così variamente plasmabile dal tuo soffio capriccioso.
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Chi sono io? Ex Luigi
Io sono l’ indoratore dei sogni
Il lucidatore delle illusioni
Il venditore dei miraggi
L’ incantatore del nulla
Il principe dell’indeciso
L’ artefice della malinconia
L’ imbalsamatore dei ricordi
Il sollevatore dei sudarii
Il manipolatore delle promesse
Il ventriloquo della morte
Il truccatore del funebre
Il miscelatore del dubbio
Il glorificatore della sconfitta
L’ illusionista del falso
L’ amplificatore del ritmo
L’ esibizionista dell’effimero
Il grossista dei desideri
Il venditore dell’inesistente
Il restauratore delle ossa
Il collezionista delle delusioni
Il saltimbanco delle fate
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Fontane e specchi
L’arte barocca ama le fontane e gli specchi
nel tuo bel viso io mi rifletto
nel tuo volto ho visto il volto di Dio.
Andremo al luna park
nella galleria degli specchi
moltiplicanti e deformanti.
Oh, il contorno armonioso di quelle gote dolcemente tondeggianti come petali di tulipano
di quelle narici dolcemente scavate
di una chiusura così fine da far pensare a un avorio convulso
di quei denti così bianchi che mi feriscono come parole offensive.
Da quale epoca tu vieni?
Tu rimani immobile in una specie di offerta o di santità muta
o di assalto.
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In sanguine tuo transerberatus
In sanguine tuo transerberatus
Non potrà mai finire perché non è mai incominciato.
Non comincerà mai perché non è mai finito.
Finisce dove comincia
comincia dove finisce.
Oh! sorprendente sorpresa
Oh! santità del peccato
baciami
Eucaria.
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La mia chiave è nascosta
La mia chiave è nascosta
nel mio inconscio
Tu, Eucaria
maestra dell’esistenza,
Dea segreta
abiti sotto la mia soglia.
Chi varca questa soglia
non può tornare indietro.
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Luigi più o meno
Esploratore del proibito
Compositore di composizioni
Araldo della sua gloria
Al servizio dell’illusione
Insofferente d’ogni limite
Duca della ribellione
Dominatore della palude
Capriccio del prisma
Sbriciolato nel pulviscolo d’oro
Annullato nel dormiveglia d’argento
Voglioso di morbidi inganni
Colui che varcò la soglia
Con ardimento romuleo
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Non potrà mai finire
Non potrà mai finire perché non è mai incominciato
non comincerà mai perché non è mai finito
finisce dove comincia
comincia dove finisce.
Oh! sorprendente sorpresa
o santità del peccato
baciami
suor Eucaria.
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Oh! fior di capriccio
Oh! fior di capriccio
tu sei la più fascinosa madame rococò di Francia
il mio cuore è il tuo teatrino rosso dove tu canti l’amore
odo il tacchettìo dei tuoi tacchi a spillo.
Sei tu! Sei tu!
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Armoniche movenze
Nelle tue armoniche movenze,
nel tuo grazioso incedere
nel tuo canto scopro e delibo cromatismi raffinati
sfumature aureolate
oltre ogni dire…
Un luccichio di gocce d’argento dopo la pioggia
simboli religiosi
araldici
grumi d’oro
fantasie decorative sovrapposte
frantumazioni e ricomposizioni vegetali e minerali
nel sogno lungo teatrale
tra cineserie e giapponeserie
Oh! divina cavallerizza sulla pista del circo equestre
dai le vertigini a noi
le tue ampie gonne a ruota
sei insopportabile.
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Ciò che poteva essere e non fu
Illuso di vivere
Angelo disoccupato
Colui che non arretrò sulla soglia
Alle soglie dell’impero
Ancora un colpo capitano
Amo il sole nero d’autunno
Mi sono fatto gettare il fango sulla faccia
Terrificato dalla felicità
Ricco di niente
Concupisco l’effi,ero
Avvelenato d’angoscia e amore
Senza approdo io navigai
Nullo violabilis ictu
L’insoluto del mediocre è la mia gloria
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Forse che si forse che no
La felicità? Tutta quanta da espiare
come leone vinto ma non domo
non mi arrenderò mai
arrendersi. Che vuol dire?
Ho assaporato la felicità dell’infelicità
Resistere, questo è il segreto
Insistere, è tutto
Non credo a quello che vedo
Non credo a quello che faccio
Avvitato al fulmine
Parlo con Silvia
Ho coperto la realtà col sudario
Della mia fantasia
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Io e tu
Io e tu in un ristorante nelle viscere della terra stanotte.
Kikì danza e canta le odi greche nell’ombra
mentre un centauro suona la cetra
ora io sento l’ago cricchiare sotto i denti
quando e quantunque il tuo canto mi faccia scivolar nel dormiveglia d’argento
io berrò il tuo sorriso di paradiso.
Amo la tua bellezza che impallidendo si imbelletta.
Annegare
si
annegare nei tuoi occhi di laguna.
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Le tue caviglie
Le tue caviglie sottilissime…
Languore di abbandono e spasimanti risate.
Tra bautte e tabacchiere e ventagli
e cioccolate
e frenesia di ciacolar leggiadrissimo
e io ti dirò parole liturgiche
parole che noi non osiamo credere
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M’inebria
M’inebria la tua sofisticata leggiadria
nei tuoi occhi una trasparenza d’acqua sorgiva
Oh! mio fiore roridoturgidofragrante.
Un gran fiore bianco
in una luce d’alba tu mi appari.
Ecco, ecco
un’ aroma eccitante ed acuto di caffè candito si effonde dalla tua bocca
il tuo canto racchiude tutta l’estate
o pioggia di petali su carne rosata.
Oh! fiore.
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Oh! basilinna
Oh! basilinna
Tu sei più gustosa del latte di cocco al sedano.
Omnis in te fluens.
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Oh! rosa pesca
Oh! rosa pesca
Tu sei una nuvola di broccato
tu sei un’ostia.
Oh! fior di lapislazzuli
tu sei letizia che sorpassa ogni dolore
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Bella sei
Bella sei tu
come rondine
come gabbiano
come albatro.
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Dal 1500
Consumptus consumor
Eroe d’ogni rinuncia
Vagheggiatore dell’impossibile
Sfatto bevitore dell’acido refluo
Cantore della tenebra
Megalomane vaneggiante
Desideroso di non desiderare
Affamato senza fame
Assetato senza sete
Martire dell’iperbole
Povero d’ogni ricchezza
Assaporatore d’ogni amarezza
Adoratore dell’appassito
Degustatore d’ogni psicocena
Espiatore del sogno
Filtro di passione
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Gocce di miele di garofani
Le tue parole sono gocce di miele di garofani.
Amarti
quando la tua scrivania rotta rompe il silenzio con piccoli scricchiolii del tarlo
mentre il gatto ronfa.
Amarti
quando la fontana gocciola intermittente
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Io ero…
L’ispiratore dell’irrealizzato
L’evocatore delle tentazioni
La sindone del tuo corpo
Il cantore della tua febbre salmastra
Il prigioniero d’un sorriso
Il santificatore del peccato
Il voglioso dell’incompiuto
Il mungitore di mammelle
La vittima dei sogni interrotti
Il domatore dell’inosabile
Il diacono delle ninfe
L’orafo delle vestali
L’inseguitore dell’enigma
L’esecutore di musica non composta
La voce del tuo sangue
Il duca delle decisioni zigzagate
Il masochista del dubbio
Il gran duca del nulla d’argento
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Nelle traverse del sogno ti amai
Nelle traverse del sogno ti amai
nei tuoi occhi c’è tutto lo splendore della galassia
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Sacramento impuro
Oh! mio sacramento impuro.
L’alito dell’angelo non è caldo quanto il tuo
il tuo canto è un carillon d’oltremare
sei così bella che la metà sarebbe di troppo
oro violetto sono le tue parole all’alba
la tua bocca ha il sapore dell’ostrica.
Contemplo a lume di candela le tue gengive che mandano riflessi inquietanti.
Certo questa musica ondulante l’ha composta un angelo quando pensava alle tue gambe ondulanti.
Mi perquote come frusta d’oro la tua risata profonda..
Zenzero e sciroppo di sidro è la tua canzone
Oh! saporita Eucaria,
Oh! giuaguara.
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Parole niellate
Parole niellate
Patinate
Antiche
Io ti dirò
In silenzio
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Passione slava
Oh! incandescente.
Oh! troppo dolce ratafià.
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Per te
io fui il reietto
della palude
della miniera
delle pietre
dei tronchi
della tonnara
dell’aratro
del canneto
della risaia
del cantiere
dell’inferno
Luigi nulla
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Perchè quando ti ho amata
Perchè quando ti ho amata sono entrato nel nucleo del sole e non potrò uscirne mai più?
Perché tu
Bella
mi hai assimilato.
Oh! Gioia, gioia profumata
Oh! fior d’ogni dolcezza
Oh! Eucaria santa
Oh! donna che io sogno da quando nacqui
Oh! distillato di mille paradisi.
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Reale dissolto
Quando ti vedo è come se il reale sia dissolto in una dimensione sconosciuta
e tutto brilla di luce nuova.
Io vedo intorpidito le sinuose movenze delle tue membra perfettissime.
Oh! bocciolo di rosalavanda
Oh! Eucaria
regina degli orizzonti
il tuo canto come diamante taglia il cristallo del sole
la tua bocca tesse i sogni
il tuo passionale canto immerletta i raggi della luna
il tuo canto mi incendia il sangue.
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Sei alquanto ondulativa
Sei alquanto ondulativa
nel volgerti e nel porgere.
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Si e no…
Quantificatore di addii
Assorbitore di tradimenti
Inventore dei paradisi
Scalatore di nuvole
Abbeveratoio di tristezza
Magnetizzatore di specchi deformanti
Contemplatore della bruttezza bella
Contemplatore della bellezza brutta
Vincitore di sconfitte
Assemblage di equilibri instabili
Cognito di mille devianze
Corridore senza traguardo
Con impatto di meteora
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Succo più splendido
Succo più splendido del sole d’ombra
amo il tuo geode di carne
amo le fiamme profumate del tuo inferno
chiodi di garofani, noce moscata
cannella è la tua canzon.
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Ti amo quando
Ti amo quando
un lievissimo tremito agita le tue labbra per l’emozione
quando un sorriso illumina il tuo volto
quando una risata zampilla improvvisa dalla fontana rococò della tua bocca
quando il tuo corpo è tutto un sussulto di gioia
quando le tue parole come fila di perle fluiscono al sole
quando tu mi guardi con quegli occhi assassini
quando quando quando quando quando
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Tu sei una creatura mattutina
Quando tu parli è mattino
tu sei il mattino di mezzanotte
tu, canonichessa di Novgorod
benedicimi
come posso resistere al terribile mistero del tuo sguardo nudo?
Io mi arresi all’incognito per l’ombra delle tue viscere e dei tuoi precordi.
Amo il tuo profilo di cielo
di sogno
di armonia
tu fai splendere il cielo quando lo guardi.
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